martedì 19 settembre 2017

The Outcasts/Le reiette

"Le reiette" (in originale "The Outcasts") è un film statunitense del 2017 diretto da  Peter Hutchings.
E' la classica commedia scolastica che vede protagoniste le emarginate sociali di un liceo americano, in questo caso Jodi, appassionata di musica, che, insieme all'amica Mindi, appassionata di scienze, viene bullizzata dalla cricca dei più popolari della scuola, capitanata dalla bellissima e biondissima Whitney.
Quando la tregua proposta da Mindi fallisce, le due decidono di ribaltare le gerarchie scolastiche.
La trama è vista e rivista, l'originalità e la simpatia del film stanno nel fatto che la rivolta degli emarginati effettivamente riesca e nelle continue strizzate d'occhio alla cultura nerd (anche solo sulle magliette indossate dal cast).
Naturalmente c'è il classico momento moralista prima dell'ovvia conclusione, ma riesce a non risultare troppo irritante.
La narrazione ha un buon ritmo.
Se vi piace il genere, è una visione simpatica e leggera.
Fra l'altro io ho adorato i vari outfit pseudo-hipster della protagonista.

"The Outcasts" is a 2017 U.S.A. movie directed by Peter Hutchings.
It is the classical school comedy that sees the social outcasts of an American high school, in this case Jodi, who is a music nerd, who, along with her friend Mindi, a science nerd, is bullied by the most popular guys of the school, led by beautiful blond Whitney.
When Mindi's proposal of a truce fails, the two decide to overturn the school hierarchies.
The plot is really banal, the originality and likeableness of the film lays in the fact that the revolt actually succeeds and in the constant quotes of the nerd culture (even on the t-shirts worn by the cast).
Of course there is the classic moralist moment before the obvious conclusion, but it isn't too too annoying.
The narration has a good rhythm.
If you like the genre, it's a nice light film.
Among other things I loved the various pseudo-hipster outfits of the protagonist.

Fox in the forest

Collana/Necklacefatti io/selfmade
Vestito/Dress: usato, mercato in Liguria/used, open air market in Liguria (5€)
Scarpe/ShoesAlcott (8€ on sale)

lunedì 18 settembre 2017

Lilith (Luca Enoch)

"Lilith" è un fumetto italiano ideato, scritto e disegnato da Luca Enoch e pubblicato a cadenza semestrale a partire dal 2008, fino alla conclusione nel giugno 2017 con il numero 18.
Al Napoli Comicon del 2016, la serie ha vinto il premio Attilio Micheluzzi come "miglior serie dal tratto realistico".
La protagonista è Lyca, nata in un remoto futuro in cui l'umanità si è rifugiata sottoterra a causa di un parassita alieno che domina la superficie, il Triacanto. Lyca fin dall'infanzia è stata addestrata per sterminarlo viaggiando nel tempo e uccidendo le persone che ne sono portatrici prima che possa mettere radici. E' una missione tragica perché deve usare ogni mezzo per uccidere persone potenzialmente essere innocenti e perché in caso di riuscita non ci sarebbe ritorno, visto che i suoi genitori non si incontrerebbero mai.
Prima di partire, Lyca, ormai adulta, assume il nome di battaglia Lilith. Nei suoi viaggi viene accompagnata da un essere che solo lei può vedere, lo Scuro, una sorta di pantera, che ha il compito di guidarla nelle sue missioni.
Ma di epoca in epoca è sempre più chiaro che c'è qualcosa che non va: il Triacanto prova a comunicare con lei e si verificano strani fenomeni. La Storia stessa esce dai binari a causa dei cambiamenti provocati dalla viaggiatrice temporale e si trasforma in un'ucronia tinta di distopia.
Sono una grande fan dei viaggi nel tempo, delle ucronie e del lavoro di Luca Enoch, quindi avevo grandi aspettative su quest'opera.
Le ambientazioni ucroniche sono il punto forte del fumetto: hanno alle spalle una ricerca storica puntigliosissima e appassionata, quindi risultano realistiche, e sono ancora più interessanti in quanto si tratta di episodi chiave per la Storia e la cultura umana, come la guerra di Troia, la pirateria nei Caraibi fra XVII e XVIII secolo, l'arrivo dei Vichinghi in America e così via, con particolare attenzione a Giappone e Nord America.
Invece, ho trovato il personaggio di Lilith, per quanto ben fatto e con una chiara evoluzione, meno emotivamente coinvolgente di quelli creati dall'autore in precedenza, Sprayliz e Gea. La formazione della protagonista come killer l'ha disumanizzata, quindi non è semplice empatizzare con lei. Le parti comiche dovrebbero essere affidate allo Scuro, ma anche questo personaggio è estremamente ambiguo e perde in simpatia con il passare dei numeri, rendendo il tono generale dell'opera molto serio.
La narrazione è un orologio svizzero, c'è una trama coerente e ben fatta che arriva ad un finale esplosivo ben preparato. Tutte le deviazioni della Storia sono fra loro logicamente connesse. Oltre ad una trama generale, ogni volume ha una sottotrama basata sulla ricerca del Triacanto in un'epoca diversa. L'idea è buona e serve ad ammortizzare la pubblicazione semestrale che rischia di far perdere il filo della narrazione, ma allo stesso tempo la trama complessiva risulta molto lenta, specie all'inizio.
Per quanto riguarda il disegno, è molto dinamico ed espressivo, curatissimo nei particolari. L'inserzione digitale di campiture di grigio può fare storcere il naso a qualcuno, ma permette una resa molto tridimensionale. La formazione autodidatta dell'autore emerge in alcune lievi scorrettezze anatomiche. Continuo ad essere molto perplessa sulle copertine di Luca Enoch, in particolare per quanto riguarda la scelta dei colori.
In definitiva, "Lilith" è  un fumetto interessante e ben fatto, curato in maniera quasi maniacale, ma l'ho trovato inferiore a "Gea" a livello di ritmo e di personaggi.
E' comunque un'opera di grande qualità ed estremamente originale nel panorama italiano, quindi aspetto con ansia un nuovo lavoro completo dell'autore.
Per ulteriori informazioni vi rimando al sito ufficiale.
http://www.sergiobonelli.it/sezioni/22/lilith

Ancore, righe, balena e sardine/Anchor, stripes, whale and sardine

Orecchini/Earringsfatti io/selfmade
Collana/Necklacefatti io/selfmade
Maglietta/Tee: H&M, usata mercato di via Valvassori Peroni, Milano/Valvassori Peroni street open air market, Milan (2€)
Pantaloni/Trousersusati, mercato di Cogoleto/used, Cogoleto open air market (2€)
Calze/Socks: Terranova (2€ on sale)
Scarpe/Shoesmercato di Arenzano/Arenzano open air market (10€)

venerdì 15 settembre 2017

Mooncup

A marzo ho comprato la coppetta mestruale Mooncup in sconto a 23€ circa da Esselunga.
Mooncup viene prodotta nel Regno Unito, è priva di lattice, ipoallergenica, senza coloranti, profumi, BPA, ftalati, plastica, candeggine o tossine, aderisce a standard di qualità internazionali, è etica, vegana, supporta enti di beneficenza e programmi no-profit. 
Ci sono due taglie, la A per donne over 30 o per chi ha partorito naturalmente, la B per le under 30 che non hanno partorito.
Vi avevo promesso una recensione e dopo vari mesi di utilizzo, anche per nuotare, mi sento di farla.
Le istruzioni incluse sono molto chiare e ho avuto anche qualche dritta dalle amiche che già la usavano (piegarla per inserirla, schiacciarla leggermente per eliminare il sottovuoto prima di toglierla), quindi per me l'utilizzo è risultato molto semplice. Il primo mese ho dovuto armeggiare un pochino per trovare una posizione comoda. Quando la coppetta è fuori posto è molto fastidiosa, quando è a posto non si sente nemmeno, come i migliori tamponi, con il vantaggio che non provoca assolutamente secchezza. Ho sentito alcune ragazze lamentarsi della rigidità della Mooncup, motivo per cui sono passate a coppette più flessibili. Io invece non ho avuto alcun problema, ma è una questione di cui tenere conto nel scegliere la marca della propria coppetta.
Nei giorni di maggiore flusso possono esserci lievissime perdite, ma secondo me non vale la pena di usare assorbenti o salvaslip, trovo che vanifichino la funzione della coppetta, tanto più che sono talmente insignificanti che non passano la stoffa delle mutande.
La coppetta ha una tenuta enorme, la si può tenere addosso tutto il giorno senza problemi (tranne nei momenti di flusso particolarmente abbondante). A volte a tenerla tutto il giorno tutti i giorni mi sono sentita un po' indolenzita, ma potrebbe essere un problema di posizionamento.
E' semplice da pulire durante il ciclo e da disinfettare alla fine.
L'ho usata solo una volta per nuotare per un breve bagno nel lago e la tenuta è stata perfetta. Alcune amiche segnalano che a loro nuotando tende a riempirsi d'acqua e che quindi dopo la devono svuotare, se no gocciola.
Mi ha enormemente semplificato la vita permettendomi anche di aiutare l'ambiente. Non mi limito a promuoverla, la consiglio assolutamente!!!

In March I bought Mooncup, a menstrual cup. Mooncup, which is produced in the UK, is latex-free, hypoallergenic, without dyes, perfumes, BPA, phthalates, plastic, bleaches or toxins, adheres to international quality standards, is ethical, vegan, supports charities and non-profit programs.
There are two sizes, A for women over 30 or who gave birth naturally, B for women under 30 who didn't give birth.
I promised you a review and, after several months of use, even to swim, I feel like writing it.
The included instructions are very clear and I also had some advice from friends who already used it (fold it to insert it, press it slightly to remove the vacuum-seal before removing it), so for me it was very simple to use. The first month I had to fumble with it a bit to find a comfortable position. When the cup is out of place it is very annoying, when it is in place I didn't even feel it, like with the best tampons, with the benefit that it does not cause any dryness. I heard some girls complaining about the rigidity of the Mooncup, which is why they bought more flexible cups. I didn't have any problem, but it's a matter to consider when choosing the brand of your cup.
In the days of maximum flow there may be little leaks, but in my opinion it is not worth the use of pads or panty-liners, I find that they vanify the function of the cup, especially because they are so insignificant that they do not pass the panties fabric.
The cup has a great capacity, you can keep it on all day without problems (maybe not in the moments of maximum flux). Sometimes, keeping it on all day everyday I felt a bit sore, but it may have been a placement problem.
It is easy to clean during the cycle and to disinfect in the end.
I used it only once to swim for a short bath in the lake and the seal was perfect. Some friends report when they swim with it, it ends up filling up with water and so they have to empty it after getting out of the water to avoid drippings.
It greatly simplified my life and also helped me to help the environment. I'm not just promoting it, I absolutely recommend it!!!

Working lace

Camicia/Blouse: usata/used
Pantaloni/Trousersusati, mercato di via Valvassori Peroni, Milano/used, Valvassori Peroni Street open air market, Milan (1€)
Calzini/Socks: H&M (3€ X 2 on sale)
Scarpe/Shoes:mercato di Papiniano/Papiniano open air market, Milan (5€)

giovedì 14 settembre 2017

Prodotti da bagno al miele (recensione al volo)

Una volta che ero ospite dai miei genitori, facendo la doccia da loro, ho provato due prodotti che mi sono piaciuti tantissimo: il balsamo crema nutriente  per capelli secchi con pappa reale e omega 3 della L'Oreal e Manuka Honey & Orange Blossom Bath & Shower Crème della SBC.
Entrambi sono prodotti al miele ed entrambi mi sono piaciuti tantissimo soprattutto per il profumo. 
Ho trovato anche i miei capelli molto più morbidi dopo l'uso del balsamo.
Pare che gli inci non siano incredibili, ma almeno il balsamo è piuttosto economico, quindi sono tentata di ricomprarlo perché adoro il profumo del miele.

Dame na Watashi ni Koishite Kudasai

https://matome.naver.jp/odai/2145839113241615501
Il manga josei "Amami lo stesso" (in originale "Dame na Watashi ni Koishite Kudasai") di Aya Nakahara (che ho recensito qui) nel 2016 è stato trasformato in un telefilm, composto da 10 episodi da 54 minuti ciascuno per la Tokyo Broadcasting System, Inc. I registi che l'hanno girato sono Hayato Kawai, Ryosuke Fukuda e Sho Tsukikawa, mentre il copione è stato scritto Tomoko Yoshizawa in collaborazione con Aya Nakahara.
Il drama ricalca la storia del manga: Michiko Shibata, una donna che mantiene un ragazzo giovane e carino, perde il lavoro e si trova nei guai. La aiuta il suo odiatissimo ex capoufficio, assumendola part-time nel locale che ha aperto. Ma la stupidità di Michiko la caccia in guai ancora più grossi.
E' una storia comico-romantica che sconfina a tratti nell'assurdo.
Nonostante i punti forti della trama coincidano, ci sono anche delle differenze. Per prima cosa Michiko ha già 30 anni, quindi non c'è il tentativo di risolvere la situazione prima del fatidico compleanno, la data di non ritorno è già passata. Per quanto riguarda altri personaggi ci sono differenze anche rilevanti. Per esempio il personaggio di Haruko, la persona di cui è innamorato il capo, qui ha una storia tragica che ne cambia completamente la natura. Mogami, il collega di Shibata, che nel manga era ingenuo e carinissimo, qui è molto più farfallone e ambiguo. In più sono stati sviluppati meglio personaggi che nel manga restano di sfondo, per esempio Terry, un amico del capo, che qui ha una storyline tutta sua, e sono stati introdotti personaggi che nel manga non esistono, come il simpaticissimo vecchietto del bar.
Poi, cosa che ho molto apprezzato, c'è più attenzione alla vita lavorativa della protagonista: come manda i curriculum, cosa fa la ditta per cui lavora, quali sono i suoi compiti in ditta.
Alcuni episodi, poi, sono diversi rispetto al fumetto.
Rispetto al manga, la storia si conclude prima, forse perché il finale del manga non sarebbe stato una conclusione abbastanza forte, forse perché, data la natura assurda dei personaggi, una prosecuzione avrebbe potuto non essere convincente.
Gli attori mi sono parsi tutti bravi, tranne Shohei Miura, che interpretava Mogami con stampato in faccia un sorriso rigido che sembrava una paresi.
E' il primo drama che vedo da anni. Mi è venuta voglia di guardarlo perché il manga è una di quelle rare letture che mi mettono allegria. Quando si vede un telefilm tratto da un fumetto che si è amato, la delusione è dietro l'angolo. In questo caso però sono rimasta molto soddisfatta perché era fedele all'originale (sia come storia sia come atmosfera), ma allo stesso tempo abbastanza diverso da mantenere vivo il mio interesse anche se conoscevo già la storia. Mi è piaciuto moltissimo e lo consiglio senz'altro, anche a chi non avesse letto il fumetto, visto che non è indispensabile averlo letto per godersi il drama.

The josei manga "Please Love the Useless Me" (in original "Dame na Watashi ni Koishite Kudasai") by Aya Nakahara (which I reviewed here) in 2016 was transformed into a television show called "Please Love Me!", consisting of 10 episodes of 54 minutes each for Tokyo Broadcasting System, Inc. The directors who shot it are Hayato Kawai, Ryosuke Fukuda and Sho Tsukikawa, while the script was written by Tomoko Yoshizawa in collaboration with Aya Nakahara.
The drama follows the story of the manga: Michiko Shibata, a woman who supports a young, cute boy, loses her work and is in trouble. She is helped by her hated former chief, who offers her a part-time job in the cafè he is opening. But Michiko's stupidity gets her in even bigger troubles.
It's a comic-romantic story that breaks verges on absurdity.
Despite the general plot coincides, there are also differences. First Michiko is already 30 years old, so there is no attempt to resolve the situation before the fateful birthday, the date of non-return has already passed. As for the other characters, there differences that in some cases are quite significant. For example, the character of Haruko, the person with whom the chief is in love, here has a tragic history that completely changes her nature. Mogami, Shibata's colleague, who in the manga was naïve and super nice, here is far more ambiguous and is a bit of a playboy. In addition, some characters have been developed better than in the manga, such as Terry, a friend of the chief, who here has a full storyline, and new characters have been introduced, such as the nice old customer of the cafè.
Then, a thing I really appreciated, there is more attention to the work life of the protagonist: how she send resumes, what the company she works for does, what are her tasks in the company.
In the end some episodes are different than the comic.
Compared to the manga, the story ends before, perhaps because the ending of the manga would not have been a strong enough conclusion for a tv series, perhaps because, given the absurd nature of the characters, a continuation might not have been convincing.
I think the actors were quite good, except Shohei Miura, who played Mogami with a stiff smile that looked like a paresis.
It's the first drama I've seen in years. I wanted to watch it because the manga is one of those rare reads that make me happy. When you see a series made from a comic that you loved, disappointment is around the corner. In this case, however, I was very satisfied because it was faithful to the original (both the history and the atmosphere) but at the same time different enough to maintain my interest alive even though I already knew the story. I liked it very much and I would definitely recommend it to people who haven't read the comic too, since it is not essential to have read it to enjoy the drama.

Feather and stripes

Collana/Necklacefatta io/selfmade
Maglietta/Tee: swappata/swapped
Pantaloni/Trousersusati, mercato di via Valvassori Peroni, Milano, tinti da me/used, Valvassori Peroni Street open air market, Milan, dyed by me (3€)
Scarpe/ShoesAlcott (8€ on sale)

mercoledì 13 settembre 2017

Panino fungo con tomino al miele e speck

Ultimamente ho provato a tagliare sui carboidrati per perdere un po' di peso e ne è venuto fuori l'hambuger con funghi portobello cotti in padella al posto del pane.
A livello di magrezza però ho fallito sul ripieno: ho spennellato di miele un tomino, ci ho posato qualche foglia di rosmarino e l'ho avvolto nello speck, poi l'ho cotto in padella finché l'esterno non è diventato croccante e l'interno sciolto.

Lately I tried to cut on carbohydrates to lose a bit of weight and I got the idea of an hambuger with baked portobello mushrooms instead of bread.
At the level of fatness, however, I failed on the filling: I brushed toma cheese honey, put some rosemary leaves on it and wrapped it in speck, then I cooked it until the outside became crunchy, the interior melty.

Il risultato è stato goduriosissimo. E anche oggi la dieta domani.

The result was super yummy. And today I start my diet tomorrow again.
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